Ghisolfi, il primo scalatore al mondo a completare la via più difficile d’Italia: «I miei 5 minuti estremi per salire Excalibur»

Si chiama Excalibur, si trova a Drena nell’Alto Garda Trentino ed è la scalata più difficile d’Italia. Alcuni dei migliori arrampicatori del mondo hanno provato a raggiungere la cima, ma solo uno ci è riuscito. Stefano Ghisolfi, climber professionista originario di Torino ma trentino di adozione, ha dimostrato ancora una volta di essere un top mondiale nel suo sport. Un talento capace di un’impresa straordinaria, ora proiettata anche sugli schermi del Trento Film festival.

Stefano Ghisolfi, nella classifica delle sue grandi imprese, Excalibur quale posizione occupa?
«Senz’altro il primo posto. È la via più difficile d’Italia e la quarta più difficile del mondo perché ha un coefficiente di difficoltà di 9b+. Solo tre scalate sono superiori, due in Norvegia e una in Francia, con un grado di 9c. Excalibur è stata sicuramente quella che mi ha dato più soddisfazione. A seguire metto “Perfecto Mundo” in Spagna, “Change” in Norvegia e “Bibliography” in Francia. Tutte loro sono molto difficili, ma Excalibur è stata sicuramente la più impegnativa e quella che mi ha regalato più soddisfazioni».

Nessun’altro ci è mai riuscito, lei è stato l’unico in grado di completarla.
«È vero, per il momento sono il primo e l’unico ad esserci riuscito. Ci hanno provato anche alcuni dei più grandi arrampicatori del mondo, come Adam Ondra, Jakob Schubert e Will Bosi, ma senza successo perché la hanno provata poche volte. Il fatto che loro non ci siano riusciti dà ancora più valore a quello che sono riuscito a fare».

Dopo quanti tentativi è riuscito nell’impresa?
«La prima volta che ho provato è stata nel 2021. Ma sono riuscito a completarla solo nel febbraio del 2023. Durante questo arco di tempo, mi sono presentato ai piedi di Excalibur circa trenta volte. È davvero moltissimo per una salita»

Perché il nome Excalibur?
«La prima volta che sono andato a provarla, non aveva ancora un nome. La via si trova in un bosco a Drena, dove è presente anche l’Open air gallery. Appena sono arrivato sul posto, la prima cosa che ho visto è stata una spada conficcata in un’incudine proprio sotto al masso che dovevo tentare di scalare. Mi è venuto naturale darle il nome “Excalibur”, la spada nella roccia. Un’opera d’arte».

Da un punto di vista tecnico, perché la via è così difficile?
«Excalibur è lunga circa quindici metri: è molto più corta rispetto ai tradizionali percorsi di alta difficoltà e per salirla ho impiegato cinque minuti. È molto intensa e si concentra in pochi movimenti, che devono essere eseguiti ad un livello estremo. Inoltre, il masso è a strapiombo di circa 40 gradi».


Un’impresa straordinaria che è stata anche raccontata in un documentario, presentato proprio in occasione del Trento Film Festival.
«Il film è stato proiettato sul grande schermo del Festival. Durante la scalata sono stato ripreso dal vivo. Rivedere il momento in cui sono riuscito ad arrivare in cima è stato emozionante, ma il documentario racconta tutta la fatica e l’impegno dell’intera squadra delle Fiamme Oro».


Lei è originario di Torino ma vive ormai da alcuni anni ad Arco, in Trentino. Perché ha scelto proprio questa località?
«Mi sono trasferito nel 2016 per la scalata. Per me è il luogo ideale, perché faccio questo lavoro da professionista e posso vivere lo sport tutti i giorni al cento per cento. Arco è a tutti gli effetti uno dei centri di arrampicata su roccia più importanti in tutta Europa e nel mondo. Sono circondato da pareti e falesie, tutte raggiungibili in una decina di minuti a piedi o in bicicletta. Qui c’è un mondo da scoprire, mi trovo benissimo e non ho assolutamente intenzione di andarmene».

Quali sono le prossime sfide?
«Tra poco ci saranno le Olimpiadi di Parigi. Per prima cosa mi attendono due turni di qualificazioni, uno a metà maggio e uno a fine giugno. Mentre, dopo Excalibur, il mio obiettivo su roccia sarà la via più difficile del mondo: “Silence” in Norvegia. Ci ho provato l’anno scorso e anche quello precedente, ma senza successo. Voglio assolutamente riprovare». 

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