Lucia Capovilla viene intervistata dallo staff tecnico

Ciao Lucia come va?
Bene, tutto bene.

Possiamo entrare nel merito delle tue prestazioni ai Mondiali?
Si, nessun problema!

Come sono andati questi Campionati del Mondo rispetto ai precedenti?
Bene, molto meglio rispetto ai precedenti anche se non sono andata in podio.

Cosa meglio?
Per come ho gestito le emozioni e per come ho gestito tutta la gara (qualifiche e finale) ma soprattutto per aver gestito al meglio il notevole stress di questa importantissima competizione. Per chi non gareggia è sempre facile pensare ai Mondiali o ad una Coppa del Mondo, ma vi assicuro è difficilissimo approcciarsi in maniera equilibrata a queste competizioni internazionali.

E cosa mi dici dell’aspetto tecnico?
Per esempio a Parigi i tracciati erano un pò deficitari (troppo facili) per il mio modesto parere, i tracciatori ci avevano sottovalutato mentre ad Innsbruck i tracciati erano proprio da Campionato del Mondo. Per la prima volta abbiamo arrampicato in strapiombo, e quindi con difficoltà molto alte.

Mi parli delle prese, e dei volumi che hai trovato nelle varie vie?
Mi sono raspata tutta la pelle delle braccia (lo dice ridendo), scherzi a parte era davvero stimolante arrampicare su volumi e prese anche usate da atleti normodotati. Eravamo veramente lanciati nel futuro! Se sbagliavi il più semplice dei movimenti eri giù! Insomma un’esperienza stupenda!

Come erano tracciate le vie?
La prima via di qualifica era abbastanza facile e la seconda era di medio livello, ma richiedevano entrambe una grande resistenza che purtroppo non ho a causa della palestra in cui ci troviamo attualmente. La via di finale semplicemente fantastica.

Quindi? Se tu avessi avuto modo di allenarti decentemente cosa avresti fatto?
Sarei andata sul podio ma se ti devo dire la verità sarei arrivata anche prima.

Cosa ti porti dentro da questi secondi Campionati del Mondo?
Una grande serenità e il controllo emotivo che non avevo e la consapevolezza che ho veramente bisogno di una vera palestra se voglio confrontarmi in un Campionato del Mondo a questo livello.

Introduciamo una domanda al di fuori del contesto di questi Campionati del Mondo e spieghiamo da dove partiamo.
Questa estate dopo molti anni siamo ritornati ad organizzare un Camp Under 10/12 (agonisti) in una prestigiosa palestra dell’Alto Adige e poi abbiamo chiesto ai vari (piccoli) atleti le loro riflessioni in merito, e Giulia Dal Col raccontava che le sarebbe piaciuto che al prossimo corso estivo ci fosse stato anche Paolo come tecnico e Lucia che è una campionessa.

Lucia hai letto la email della Giulia Dal Col?
Si.

Cosa ne pensi del finale della email dove parla di te e ti visualizza come una campionessa?
Che non avrei abbastanza giorni liberi per stare con loro in un eventuale Camp estivo, perché per esempio quest’anno sono andata due volte ad Innsbruck e svariate altre volte fuori regione e quindi sinceramente non potrei dedicare nessun periodo a questi splendidi atleti (io anche lavoro come infermiera all’Ospedale Civile di Venezia).

Ma noi intendavamo, cosa pensavi di quello che aveva scritto Giulia di te?
Capisco che sono per loro una campionessa del Mondo anche se non lo sono, capisco che sono un esempio per loro ed un obbiettivo, e per me questa è una sensazione fantastica e molto difficile da spiegare.
Grazie Lucia, lo staff tecnico della A.S.D. Venezia Verticale.

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